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PINO
DOMESTICO
Pinus
Pinea L. (sin. P. domestica Matthows; volg.
pino domestico, pino da pinoli. Fr. pin parasol, pin
d'Italie; sp. pino pinonero; ingl. stone pine). ‑
Albero di grandi dimensioni, che può raggiungere 30 m di
altezza o superare il diametro di 1 m, con apparato radicale molto
robusto, costituito dapprima da un fittone sottile e indiviso che si
approfondisce per un metro e più, e in seguito anche da forti radici
laterali. Il portamento è inconfondibile e permette di riconoscere
con sicurezza questo pino dagli altri pini mediterranei. Il fusto,
diritto, è spoglio di rami per lungo tratto, coperto da una
corteccia di color rosso mattone nelle piante adulte (nello
piante giovani e sui getti terminali è di color cannella), molto
spessa, screpolata in squame rombiche allungate. La chioma, globosa
nelle piante giovani, presto si appiattisce, si innalza per la
rapida potatura naturale e assume la caratteristica forma a
ombrello; l'appiattimento della chioma è più o meno accentuato a
seconda dell'intensità luminosa, e quindi della stazione. La
ramificazione è verticillata: i rami sono piuttosto grossi, molto
allungati, orizzontali i ramuli, pure verticillati, sono glabri,
ruvidi per la presenza delle cicatrici fogliari. Le gemme sono
cilindriche od ovali appuntite, bruno‑rossastre, con squame riflesse
in parte e cigliate di bianco, senza resina. Le foglie, binate,
lunghe 8‑15 cm, sono abbastanza flessibili: il margine è appena
zigrinato; i canali resiniferi del parenchima fogliare sono
periferici. Sia i fiori maschili (amenti gialloverdi), che i
femminili (tendenti al rosso violetto) sono portati all'estremità
dei ramuli dell'anno. Gli strobili sono molto grossi, fino a 15‑18
cm per 10‑12, globosi od ovali, compatti o pesanti. Le squame
grosse, legnose, con scudo convesso o umbone ottuso, portano due
semi a guscio osseo, quasi privi di ala, lunghi 15‑20 mm. Nella
varietà fragilis il guscio del seme è sottile e meno
lignificato che nel tipo.
La
fioritura si ha in aprile‑maggio. La fruttificazione, abbastanza
precoce, comincia a 15 ‑20 anni, è massima verso i 50‑60 e decresce
rapidamente dopo gli 80; è particolarmente abbondante ogni 3‑4 anni.
La maturazione è triennale: il frutto, molto piccolo alla fine del
primo anno, grosso circa come una noce nel secondo, si sviluppa
rapidamente nel terzo.
Specie
delle regioni settentrionali del bacino del Mediterraneo,
particolarmente del settore contro‑occidentale, il pino domestico è
probabilmente spontaneo anche in alcuni settori costieri meridionali
e sudorientali del Mar Nero e si trova diffuso in coltura in molti
paesi mediterranei. In Italia, dove è coltivato da tempi remoti, è
presento un po' dovunque nello regioni più calde e non è possibile
precisarne l'area di indigenato. Esso si spinge dalla costa nelle
zone interne fino a 5‑600 m di altitudine nella penisola e fino a
1.000 m nelle isole; ma forma estesi complessi solo lungo i
litorali, come la famosa pineta di Classe a Ravenna e le pinete di
Migliarino e San Rossore (Pisa), Cecina (Livorno), Duna Feniglia
(Grosseto), Castel Fusano (Roma). La superficie complessiva delle
pinete di Pinus pinea in Italia si può stimare di circa
20.000 ettari
Il P.
pinea ha un'area di vegetazione compresa in gran parte nona zona
del Lauretum con l'optimum nelle sottozone calda e media;
come pianta ornamentale, però, cresce anche nelle stazioni più calde
del Castanetum.
Specie
termofila, relativamente xerofila o spiccatamente eliofila, è poco
esigente nei riguardi del suolo, preferendo i terreni sabbiosi o
freschi, ma adattandosi anche agli altri, esclusi quelli argillosi
compatti.
Le
produzioni legnose sono particolarmente elevate nelle stazioni
fertili, dove gli incrementi annui possono raggiungere i 10 m3
per ettaro; il legno è ricco di resina, il cui costituente
principale è il limonene. Il prodotto più importante del pino
domestico è comunque il pinolo, largamente usato in pasticceria.
Nelle grandi pinete si raccolgono in media all'anno 25‑30 q di
strobili per ettaro, dai quali si estraggono 300‑450 kg di pinoli in
guscio.
Una
notevole parte delle pinete italiane ha struttura coetanea, ma sono
frequenti strutture disetanee o irregolari, dominanti nelle pinete
degli altri paesi mediterranei. Le pinete coetanee sono trattate a
taglio raso, con rinnovazione artificiale per semina (raramente per
piantagione). Nelle pinete destinate alla produzione di pinolo la
densità iniziale viene ridotta rapidamente a poche centinaia di
piante con opportuni diradamenti, fino a scendere a 100‑120 piante
per ettaro a 50‑60 anni; il turno non supera di solito gli 80 anni.
Nelle pinete a prevalente produzione legnosa invece la densità è
maggiore: almeno 400 piante per ettaro a fine turno. Nelle pinete
disetanee si applicano tagli saltuari o a gruppi, e la rinnovazione
è di solito assicurata dalla disseminazione naturale.
da: Enciclopedia Agraria Italiana -
vol. XI, pag 170-172 - Ramo Editoriale degli Agricoltori (1978)
Pinus pinea L.
Aspetto
Albero sempreverde alto fino a 30 m., con chioma
tipicamente a ombrello, di colore verde carico; tronco colonnare,
eretto, ramificato solamente nel terzo superiore; corteccia di
colore bruno rossastro, di consistenza sugherosa, profondamente
fessurata a formare delle grosse squame allungate
Famiglia
Pinaceae
Nome Volgare
Pino domestico - Pino da pinoli
Foglie
Aghi lunghi riuniti in fascetti di due lunghi 10-12
cm. Acuti ma non pungenti di colore verde scuro
Fiori
Maschili dorati, in grappolo, femminili verdastri
alla fine dei rami giovani; fiorisce aprile-maggio
Frutti
Pigne rotondeggianti di colore bruno a maturazione,
squame piramidali non pungenti,lunghe 10-14 cm, con all’ascella due
semi legnosi nerastri con all’interno due frutti eduli (pinoli)
Habitat
Predilige terreni sabbiosi e pendii aridi,
tipicamente mediterraneo, dal livello del mare fino a 500-600 metri
Origine e distribuzione
Originario delle coste mediterranee, il Pino
domestico si trova in quasi tutta Europa, dalla Spagna all'isola di
Cipro e sulla costa meridionale del Mar Nero
Il loro nemico
Essendo piante resinose, i pini si incendiano molta
facilità: il fuoco, talora doloso, ma molto spesso provocato dalla
disattenzione, è uno dei maggiori pericoli per le pinete e causa
spesso danni enormi
Come si coltiva
I pini si riproducono per seme: nei vivai degli orti
forestali si allevano le piantine che saranno trapiantate nel luogo
definitivo dopo due anni
l pino domestico è stato designato “pianta
emblematica d’Italia” in occasione della prima edizone di Euroflora
(1966)
PUBBLICAZIONI E LINKOGRAFIA
pubblicazione: Filippo Bussotti, Il Pino
Domestico - SHERWOOD Foreste ed Alberi Oggi, n.28 novembrle 1997
volume: Cristina Cecchini e Luca Gorreri, Antichi Mestieri Rurali
nel Territorio del Parco, capitolo 5, ...E il pinolo nel Parco
consacrò scuotini e raccattini, pag. 43-53, Felici Editore, 2000
IElenco dei patriarchi vegetali della toscana: ci sono
anche dei pini domestici:
http://www.corpoforestale.it/foreste&forestale/ricerca&progetti/alberi_m/Toscana.htm
Le informazioni
riportate sono tratte dai seguenti siti:
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