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Copyright © Museo Virtuale del Pinolo - Pisa - Italy - e-mail: avanzi@avanzi.unipi.it. Ultima versione ottobre 2006

 

 

PINO DOMESTICO

 

Pinus Pinea L. (sin. P. domestica Matthows; volg. pino domestico, pino da pinoli. Fr. pin parasol, pin d'Italie; sp. pino pinonero; ingl. stone pine). ‑ Albero di grandi dimensioni, che può raggiungere 30 m di altezza o superare il diametro di 1 m, con apparato radicale molto robusto, costituito dapprima da un fittone sottile e indiviso che si approfondisce per un metro e più, e in seguito anche da forti radici laterali. Il portamento è inconfondibile e permette di riconoscere con sicurezza questo pino dagli altri pini mediterranei. Il fusto, diritto, è spoglio di rami per lungo tratto, coperto da una corteccia di color rosso mattone nelle piante adulte (nello piante giovani e sui getti terminali è di color cannella), molto spessa, screpolata in squame rombiche allungate. La chioma, globosa nelle piante giovani, presto si appiattisce, si innalza per la rapida potatura naturale e assume la caratteristica forma a ombrello; l'appiattimento della chioma è più o meno accentuato a seconda dell'intensità luminosa, e quindi della stazione. La ramificazione è verticillata: i rami sono piuttosto grossi, molto allungati, orizzontali i ramuli, pure verticillati, sono glabri, ruvidi per la presenza delle cicatrici fogliari. Le gemme sono cilindriche od ovali appuntite, bruno‑rossastre, con squame riflesse in parte e cigliate di bianco, senza resina. Le foglie, binate, lunghe 8‑15 cm, sono abbastanza flessibili: il margine è appena zigrinato; i canali resiniferi del parenchima fogliare sono periferici. Sia i fiori maschili (amenti gialloverdi), che i femminili (tendenti al rosso violetto) sono portati all'estremità dei ramuli dell'anno. Gli strobili sono molto grossi, fino a 15‑18 cm per 10‑12, globosi od ovali, compatti o pesanti. Le squame grosse, legnose, con scudo convesso o umbone ottuso, portano due semi a guscio osseo, quasi privi di ala, lunghi 15‑20 mm. Nella varietà fragilis il guscio del seme è sottile e meno lignificato che nel tipo.

La fioritura si ha in aprile‑maggio. La fruttificazione, abbastanza precoce, comincia a 15 ‑20 anni, è massima verso i 50‑60 e decresce rapidamente dopo gli 80; è particolarmente abbondante ogni 3‑4 anni. La maturazione è triennale: il frutto, molto piccolo alla fine del primo anno, grosso circa come una noce nel secondo, si sviluppa rapidamente nel terzo.

Specie delle regioni settentrionali del bacino del Mediterraneo, particolarmente del settore contro‑occidentale, il pino domestico è probabilmente spontaneo anche in alcuni settori costieri meridionali e sudorientali del Mar Nero e si trova diffuso in coltura in molti paesi mediterranei. In Italia, dove è coltivato da tempi remoti, è presento un po' dovunque nello regioni più calde e non è possibile precisarne l'area di indigenato. Esso si spinge dalla costa nelle zone interne fino a 5‑600 m di altitudine nella penisola e fino a 1.000 m nelle isole; ma forma estesi complessi solo lungo i litorali, come la famosa pineta di Classe a Ravenna e le pinete di Migliarino e San Rossore (Pisa), Cecina (Livorno), Duna Feniglia (Grosseto), Castel Fusano (Roma). La superficie complessiva delle pinete di Pinus pinea in Italia si può stimare di circa 20.000 ettari

Il P. pinea ha un'area di vegetazione compresa in gran parte nona zona del Lauretum con l'optimum nelle sottozone calda e media; come pianta ornamentale, però, cresce anche nelle stazioni più calde del Castanetum.

Specie termofila, relativamente xerofila o spiccatamente eliofila, è poco esigente nei riguardi del suolo, preferendo i terreni sabbiosi o freschi, ma adattandosi anche agli altri, esclusi quelli argillosi compatti.

Le produzioni legnose sono particolarmente elevate nelle stazioni fertili, dove gli incrementi annui possono raggiungere i 10 m3 per ettaro; il legno è ricco di resina, il cui costituente principale è il limonene. Il prodotto più importante del pino domestico è comunque il pinolo, largamente usato in pasticceria. Nelle grandi pinete si raccolgono in media all'anno 25‑30 q di strobili per ettaro, dai quali si estraggono 300‑450 kg di pinoli in guscio.

Una notevole parte delle pinete italiane ha struttura coetanea, ma sono frequenti strutture disetanee o irregolari, dominanti nelle pinete degli altri paesi mediterranei. Le pinete coetanee sono trattate a taglio raso, con rinnovazione artificiale per semina (raramente per piantagione). Nelle pinete destinate alla produzione di pinolo la densità iniziale viene ridotta rapidamente a poche centinaia di piante con opportuni diradamenti, fino a scendere a 100‑120 piante per ettaro a 50‑60 anni; il turno non supera di solito gli 80 anni. Nelle pinete a prevalente produzione legnosa invece la densità è maggiore: almeno 400 piante per ettaro a fine turno. Nelle pinete disetanee si applicano tagli saltuari o a gruppi, e la rinnovazione è di solito assicurata dalla disseminazione naturale.

da: Enciclopedia Agraria Italiana - vol. XI, pag 170-172 - Ramo Editoriale degli Agricoltori (1978)

 

 

 

Pinus pinea L.

 

Aspetto

Albero sempreverde alto fino a 30 m., con chioma tipicamente a ombrello, di colore verde carico; tronco colonnare, eretto, ramificato solamente nel terzo superiore; corteccia di colore bruno rossastro, di consistenza sugherosa, profondamente fessurata a formare delle grosse squame allungate

 

Famiglia

Pinaceae

 

Nome Volgare

Pino domestico - Pino da pinoli

 

Foglie

Aghi lunghi riuniti in fascetti di due lunghi 10-12 cm. Acuti ma non pungenti di colore verde scuro

 

Fiori

Maschili dorati, in grappolo, femminili verdastri alla fine dei rami giovani; fiorisce aprile-maggio

 

Frutti

Pigne rotondeggianti di colore bruno a maturazione, squame piramidali non pungenti,lunghe 10-14 cm, con all’ascella due semi legnosi nerastri con all’interno due frutti eduli (pinoli)

 

Habitat

Predilige terreni sabbiosi e pendii aridi, tipicamente mediterraneo, dal livello del mare fino a 500-600 metri

 

Origine e distribuzione

Originario delle coste mediterranee, il Pino domestico si trova in quasi tutta Europa, dalla Spagna all'isola di Cipro e sulla costa meridionale del Mar Nero

 

Il loro nemico

Essendo piante resinose, i pini si incendiano molta facilità: il fuoco, talora doloso,  ma molto spesso provocato dalla disattenzione, è uno dei maggiori pericoli per le pinete e causa spesso danni enormi

 

Come si coltiva

I pini si riproducono per seme: nei vivai degli orti forestali si allevano le piantine che saranno trapiantate nel luogo definitivo dopo due anni

 

l pino domestico è stato designato “pianta emblematica d’Italia” in occasione della prima edizone di Euroflora (1966)

 

 

 

 

 

PUBBLICAZIONI E LINKOGRAFIA

 

pubblicazione: Filippo Bussotti,  Il Pino Domestico - SHERWOOD Foreste ed Alberi Oggi, n.28 novembrle 1997

 

volume: Cristina Cecchini e Luca Gorreri, Antichi Mestieri Rurali nel Territorio del Parco, capitolo 5, ...E il pinolo nel Parco consacrò scuotini e raccattini, pag. 43-53, Felici Editore, 2000

 

IElenco dei patriarchi vegetali della toscana: ci sono anche dei pini domestici:  http://www.corpoforestale.it/foreste&forestale/ricerca&progetti/alberi_m/Toscana.htm

 

 

 

 

 

 

Le informazioni riportate sono tratte dai seguenti siti: